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Heavy Metal

Warpit, Nuragic warriors

today4 Marzo 2024 344 1 8 5

Sfondo
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I Warpit sono una neonata band nostrana proveniente dalla Sardegna. Il buon Andrea della Triad Rec, che come sempre saluto, ce li ha fatti conoscere, avendo firmato freschi per la suddetta etichetta. Andiamo perciò a conoscere meglio questa nuova realtà metallurgica italica!

WARPIT, ORGOGLIO SARDO

“Warpit, dove il metal incontra le pietre nuragiche”. Questa è la prima riga della loro bio, inviatami per farmi conoscere la band. Continuiamo con la lettura della presentazione. “Sorgono ad inizio 2023 i Warpit, con l’intento di raccontare le gesta, la storia ed i culti della loro antica e gloriosa civiltà nuragica”. Bravi ragazzi, le radici sono importanti (lo cantavano già all’epoca i Sepultura con “Roots“). Effettivamente vichinghi da Rieti, Cavalieri bardati arrivanti da Ortanova, e divinità norrene cantate da gruppi di Trofarello ormai ne abbiamo in abbondanza. Bravi Warpit per la lodevole idea di portare fieramente in alto le proprie origini.

WARPIT, LA BAND

Warpit

La bio della band ora ci fa una panoramica sui membri che la compongono. “Le percussioni rocciose e dure di Giacomo Macis (Holy Martyr, Rod Sacred), il basso scolpito nel granito da Manolo Frau (Sons of Jericho), le chitarre taglienti come una lama di bronzo di Pierluigi Piras (Dr.Jack, Rest in Peace). Ed infine la voce profonda e diretta come un pugno di un “pugilatore” di Mont’e Prama di Anthony Roxx (Take It of, Sludge Factory), raccontano l’avvento, il viaggio e le credenze della loro terra”.

Come li descrive la Triad Rec “Un quartetto Sardo giovanissimo all’anagrafe, visto che effettivamente si è formato ad inizio del 2023, anche se musicisti hanno varie esperienze alle loro spalle”. Non sono stati con le mani in mano, visto che verso la fine del 2023 ha visto le stampe l’omonimo EP della band. L’intero lavoro è autoprodotto e si tratterà di un Digipack con il libretto da 12 pagine.

Come scritto ad inizio articolo, la promozione dell’EP è a cura dell’etichetta Italo/Maltese The Triad Rec, con la quale i Warpit hanno stipulato un contratto di un anno, per diffondere il ogni dove il loro verbo! Ecco a voi i Warpit. Stay Warriors… Stay Metal… Stay Nuragic!!!

Ora è tempo di andare a sentire le quattro tracce in questione, e Mic Dj è qui anche per questo! Pronti? Press Play on Tape!

VIDEO

WARPIT – EP

Il lavoro in questione consta di numero quattro pezzi. Si aprono le danze con “Tears”, che si dipana con chitarre arpeggiate e melodie atmosferiche, mentre un rumore sinistro simile all’affilar di una lama fa da contraltare. Un rullante marziale introduce un tempo lento e regala a questa intro un sapore mistico. Si passa così a “Monster”, e le cose iniziano ad essere serie. La batteria incalza, gli armonici tirati delle chitarre rimandano alla mente i BLS degli esordi. Riff quadrato, quasi monolitico. Il cantato è ruvido, spinoso ed è sostenuto da stop and go pregevoli. A metà pezzo si cambia riff, si apre un solo notevole davvero. La melodia c’è, il pezzo è davvero ben fatto.

E’ il momento di “Parabellum”, nome che se mantiene le promesse ci sarà da ridere. E il tiro c’è tutto! Mi sembra di essere tornato negli anni ottanta, quando le uscite discografiche erano molto più dilatate di oggi e le produzioni delle medesime meno “digitali”, soprattutto meno “copia – incolla”. Il sound è quello, grezzo e diretto. La differenza più marcata è la voce, in quegli anni tendente al “scream for me”. Dopo la metà del brano c’è il tempo per un break geniale, dove alle mie orecchie arrivano suoni di strumenti della tradizione Sarda (spero di non sbagliarmi).

Il coraggio di osare quel quid in più, pur restando in ambito puramente Heavy Metal Old School, lo si sente anche nell’ultima “Dark Shadows”, pezzo che ha un incipit più oscuro, un procedere più sinistro. La canzone si intreccia fino a sfociare in un solo davvero bellissimo, dove le note sono giuste nel numero, soprattutto messe dove servono. E senza tanti fronzoli finisce canzone ed EP.

RIFLESSIONI DI MIC DJ

Mi fa sempre un immenso piacere avere materiale italiano da ascoltare. Metal, rock, death o elettronica che sia non è importante. L’importante è vedere e sentire che la scena nostrana è in gran salute. Un buon esordio per questi guerrieri Sardi, non c’è che dire. Peccato solo che i pezzi fossero solo quattro, e che il primo fosse un intro. Ma del resto si tratta di un EP ed è un dazio da pagare. Le canzoni hanno il dono di riportarti indietro nel tempo, quando mettere la cassetta o il vinile nello stereo era un gesto rituale. Guardare la copertina, le foto. Leggerne i testi. Questo disco suona letteralmente così.

Un album autoprodotto, al quale, proprio per questo, non faccio nessun tipo di critica per il suono schietto e sincero ma che a volte tende a sparire o a perdere volume. Non so se è un problema limitato ai pezzi promo in mio possesso, ma ci può stare. Molti di voi mi diranno che “con la tecnologia di oggi puoi auto produrti in maniera cristallina”, e io vi dico che è assolutamente vero. Ma probabilmente le canzoni avrebbero perso molto di ciò che vogliono trasmettere.

Vi lascio QUI il link ufficiale per poter acquistare l’EP, sia in formato digitale che fisico! Hola Rockers, see you next time!

Scritto da: Mic DJ

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Commenti post (1)

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  1. Roberto geo il 4 Marzo 2024

    Grande articolo. Arriva diretto e sincero. Onesto e imparziale come chi ha la “responsabilità” di amplificare o smorzare un prodotto dopo averlo “processato” alla luce della sua grande esperienza in merito. E infatti grazie x avermi fatto scoprire questo grande prodotto.


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