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    Diretta Press Play On Tape!

Dediche
Gianlu 🤟 Sempre mitico Mic!! Dr Rock Grande Thunder! Pezzi da rocker da strada!! Giuseppe "Pino" il gansta Un ricordo per Franchino, il vocalist che ha fatto sognare una (o forse due) generazioni di discotecari. “Siccome la magia non la possiamo portare via, speriamo che la magia, porti via noi. O magia o magia, siccome non ti posso portare via con me, o magia o magia, portami via, fammi volare, sopra le nuvole, fammi volare. Magia!”

Gothic Metal

Nefesh Core: Getaway & Lullaby

today8 Aprile 2024 187 4 4

Sfondo
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Nefesh Core, un nome che a molti suonerà come mai sentito. Ed è per questo che ci siamo noi di Jolly Roger Radio, per puntare un faro su quei nomi che se arrivassero dall’estero sarebbero sulla bocca di tutti. Sempre un grazie di cuore a Tiziana della Metal Underground Music Machine per averceli proposti! Siete pronti amici lettori? Andiamo a scoprire questa band italiana e a “sentire” cosa ci propongono!

NEFESH CORE, GOTH FROM TRINACRIA

La band si forma nel 2018 dall’unione di David Brown (voce e tastiere) e Stefano “The Ghigas” Calvagno (basso, cori), molto attivi in campo Prog con i Metatrone. Ai due si unisce Ivan Newton (batteria), che lascerà la band nel 2023, rimpiazzato dall’ottimo Andrea Marchese. La formazione viene completata, così come la vediamo oggi, nel 2021 con l’arrivo di Bob Brown (chitarre).

La band è originaria di Catania, bellissima città della Sicilia. E’ incredibile come da un posto così solare possa essere scaturito un progetto così Dark. Canzoni così permeate di malinconia, di melodie che portano il pensiero a viaggiare. La loro Bio riporta testuali parole: “Nefesh Core portano sulla scena una miscela unica di influenze di musica oscura. Traggono ispirazione dalla New Wave degli anni ’80 e dalla musica dark, intrecciandola con elementi di hard rock melodico, metal classico e metal gotico degli anni ’90”.

DARK GOTH DI STAMPO MIDDLE 90.

Mi trovo concorde in toto con l’affermazione sopra riportata, volendo però spingere più in alto l’asticella con alcune considerazioni personali. Sono andato a leggere, per mera curiosità, cosa hanno scritto su di loro i siti “quelli col nome grosso”, e come spesso accade mi sono incazzato per la nemmeno celata superficialità. Praticamente tutti scrivevano, come affetti dal morbo del copia-incolla, che la band era di chiara ispirazione Depeche Mode, con qualche sconfinamento di stampo Sentenced.

Personalmente, ascoltando la band, ho sentito tutt’altre muse ispiratrici: ho respirato l’aroma del Goth targato metà anni novanta, 1997 se devo essere preciso. Ho percepito l’incipit dei Paradise Lost di quell’anno, del sound che pervade “One Second”, un lavoro troppo prematuramente etichettato come un tradimento.

Ma non solo, scavando in profondità, con occhi chiusi e i sensi ben acuiti, si possono toccare con mano i drappeggi melodici tipici dei Moonspell del periodo “Sin/Pecado”, anche qui un lavoro colossale ma spesso mai compreso appieno.

NEFESH CORE – GETAWAY

Nel 2020 i Nefesh Core arrivano sul mercato col primo full lenght, intitolato “Getaway”, pubblicato tramite Rockshots Records. La curiosità è tanta, e non fa niente se sono passati quattro anni dalla sua uscita, siamo qui insieme a fare il nostro Press Play on Tape!

Il suono che ne esce cattura e stupisce fin dai primi secondi. Non poteva essere altrimenti, visto che  il tutto è stato mixato da Luigi Scuderi ai Tower Hill Studios e masterizzato dal famoso produttore Jacob Hansen (Hansen Studios, Danimarca). Suono pulito, cristallino ma scuro come la Tormalina più nera. L’apertura è proprio della title track, che fa capire subito che siamo davanti ad un lavoro di livello superiore. Chiudendo gli occhi si torna indietro proprio a quel 1997, con le sue chitarre stoppatissime, le tastiere a cucire le melodie, basso e batteria pienissime e una voce bassa a cantare la malinconia.

NEFESH CORE - Getaway (OFFICIAL MUSIC VIDEO)

La seguente “Scandal” si apre con un tappeto di tastiere che resterà sempre presente, ma al riffing di batteria, con quella voce, la mente non può non pensare ai Moonspell più dark. Brividi, è la sensazione che pervade il mio corpo. Questi ragazzi hanno tirato a lucido un genere che ormai non c’è più. Tramite le sue tinte scure raccontano e musicano emozioni. “Unerasable” parte come una Camaro del 79 nera come la notte, con quel groove tipicamente Finnico che vira immediatamente sullo stile portoghese, e se siete sul pezzo mi avete capito.

UN PAESAGGIO DI ALTRI TEMPI

I nostri ragazzi danno l’impressione di essere ispiratissimi e di avere chiaro in mente quello che vogliono suonare. La sensazione di camminare nella nebbia è costante, e non fa eccezione “Another Break To Life”, che nonostante ricca di cambi di tempo, mantiene il livello di velatura decisamente dark. “Stormraven” rientra immediatamente nello stile più canonico. Ascoltando le canzoni non posso non notare come i ritornelli siano l’arma in più, e non è affatto scontato. Moltissime band hanno proprio in loro il punto debole, mentre i Nefesh Core riescono a portare le loro composizioni ancor più in alto.

“The Mafia Mentality” mi fa intendere che vadano a toccare un argomento particolarmente sentito dalle loro parti. La canzone in effetti suona meno dark o Gotica ma più rabbiosa. Le atmosfere da spolverino in pelle lungo e trucco alla Eric Draven tornano prepotenti con “Wake Me, Rain”, una cavalcata senza speranza sotto la pioggia battente di riffoni stoppati: spettacolare! Non c’è un attimo di pace, perché “Otherside” arriva come un pugno sulla tempia a stordirti, con la sua alternanza di distorsioni e tastiere, la voce bassa e quell’assolo leggermente dissonante.

“Try To Climb” è il pezzo che i Paradise Lost si sono dimenticati di comporre per “One Second”, e ci porta verso la fine di un disco pazzesco. Fine che arriva con la colossale “The Fortune Lies”, con un basso che ti strappa i vestiti di dosso. Un pezzo che ti lascia indifeso in mezzo alle più gotiche atmosfere dark.

NEFESH CORE – LULLABY

NEFESH CORE

Il 14 Febbraio 2024 la band si ripresenta alla ribalta con una cover importante, che credo conoscano anche i tavolini. Si tratta di “Lullaby” dei The Cure, una canzone che nel 1989 divenne uno degli inni del movimento Dark. Su questo pezzo sentiamo in azione Andrea Marchese alle pelli. La loro versione è riadattata alla perfezione allo stile più metal della band, ma riesce a mantenere quel velo di malinconia e di dolcezza dell’originale.

COSA DICE LA BAND

Riporto qui gli estratti dal loro sito ufficiale riguardo questa canzone.

Ghigas: “Orgogliosi del nostro legame con l’onda oscura degli anni ’80 che ci ha sempre contraddistinto, abbiamo voluto rendere omaggio a questo immortale inno dei Cure. Attraverso un accurato riarrangiamento e una visione più orientata al metal, lo abbiamo reso parte integrante del nostro repertorio. Siamo super contenti di ciò che abbiamo fatto!”

David: “Quando ho pensato di rivisitare questo meraviglioso brano storico, a me molto caro, mi ha particolarmente divertito l’idea di trasformare la voce sussurrata in modo più diretto e orecchiabile, ovviamente sulle mie corde, marcatamente dark e metal; Penso di esserci riuscito.”

Andrea: “Suonare uno dei brani che mi ha accompagnato, fin da bambino, nella crescita della mia vita mi rende felice ed emozionato!”

Bob: “Citiamo spesso canzoni che fanno parte del nostro background e ci divertiamo a nefesh-corize’. Ma la scintilla che dà inizio a tutto deve accadere. La canzone originale è basata su un riff di chitarra ritmica sui due accordi principali, l’ho rivista e ho creato l’arpeggio in loop che ha dato il via alla nostra versione. Farlo è stato incredibilmente naturale, la canzone ha una forte natura oscura, riflessiva e nasconde una rabbia repressa che viene a galla grazie all’interpretazione di David”.

RIFLESSIONI DI MIC DJ

Chi mi conosce lo sa, ho vissuto profondamente il movimento Gothic nato da Paradise Lost e affini con lacrime e sangue. Quel periodo musicale corrispose con un periodo della mia vita dove anche in pieno sole era tutto molto buio intorno a me. Life goes on, e gli anni sono passati, ma resto sempre profondamente legato a questo genere. I Nefesh Core sono riusciti ad emozionarmi e a farmi respirare quell’odore di nebbia che solo chi è passato attraverso quel periodo può sentire. Non sono solo umane emozioni legate a ricordi: il lavoro è davvero bello e tocca le corde giuste. E’ una pennellata di nero sul quadro dei girasoli di Van Gogh: sembra facile, ma pochi hanno l’estro di farla, soprattutto bene.

Vi lascio QUI il link al loro sito: andate a farci un giro perché meritano davvero!

Scritto da: Mic DJ

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Commenti post (4)

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  1. Døde il 26 Aprile 2024

    Recensione ben strutturata ma soprattutto ben scritta, in maniera chiara da come é scritta si capiscono i sound che vuole proporre la band.

  2. Roberto geo il 9 Aprile 2024

    Articolo veramente denso di info e descrizioni vivide per sprofondare ancora una volta in un’altra realtà che va ad espandere l’esperienza sonora. Grazje


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