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Yungblud, largo ai giovani

Scritto da il 16 Novembre 2022

Yungblud, nato nel 1997, fa parte di quella schiera di “volti nuovi” della scena musicale odierna. Egli ha dichiarato che le sue più grandi influenze sono David Bowie, The Cure, The Beatles, Lady Gaga, Bob Dylan, Arctic Monkeys, Eminem e The Clash. Di tutto un po, insomma. Ecco qui il mio personale pensiero in merito.

YUNGBLUD, PRIME IMPRESSIONI

La prima volta che nel 2018 ho visto passare il video di “Loner”, in rotazione su Virgin Radio Tv, ho perso le staffe. Ho scritto subito un post al vetriolo a Ringo sulla pagina Facebook ufficiale della radio per chiedergli da quando in qua si fossero messi a promuovere certa robaccia. Ragazzini imbronciati provenienti dal mondo dei telefilm per teenager, che improvvisamente si erano messi a scimmiottare i Punk Rocker anni 70/80. E subito è partita una bella filippica di Ringo sul futuro del rock, rappresentato per l’appunto da queste nuove generazioni che cantano il disagio giovanile e il relativo dolore interiore.

Ho portato avanti la mia campagna d’odio contro Yungblud, al secolo Dominic Harrison, inglese di Doncaster, classe 1997,  per qualche mese. Alla fine mi sono dovuta arrendere all’evidenza che qualche canzone carina la stava facendo sul serio, e così in breve tempo ho recuperato i suoi, sino ad oggi, 3 album: “21st Century Liability” del 2018, “Weird” del 2020 e l’omonimo album, uscito lo scorso settembre.

YUNGBLUD, QUALCOSA DI BUONO C’E’

Yungblud

Devo ammettere, a capo chino, che qualcosa di buono c’è davvero, anche se non grido al miracolo dell’innovazione nel mondo della musica. “I Think I’m Ok”, con Machine Gun Kelly e Travis Barker dei Blink 182, “Acting Like That” e “The Funeral” su tutte, mi sono entrate a martello in testa. Così tanto da averle involontariamente insegnate alla mia collega di stanza in ufficio, che mi sente canticchiarle tutti i giorni (e a cui evidentemente piacciono, altrimenti non le ripeterebbe).

Perciò diamogli fiducia: è giovane e, se non si perderà strada facendo, magari ci lascerà davvero qualcosa da ricordare. Nel frattempo sta insegnando agli adolescenti di oggi che la musica, fortunatamente, non è soltanto Trap o tormentoni estivi tutti culi e pettorali unti.
Vi saluto adesso, torno ad ascoltare “Hope For the Underrated Youth”, “Strawberry Lipstick”, “Don’t Feel Like Feeling Sad Today”: vi consiglio di buttarci un’orecchio.

La Gaynor vi da appuntamento al prossimo articolo, ricordandovi che Yungblud sarà in concerto a Milano, il prossimo 10 marzo, al Forum di Assago. Vi lascio qui qualche lettura interessante direttamente dal nostro blog.

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