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BIPOLION – Polarized

Scritto da il 7 Novembre 2022

I nostrani Bipolion, originari di Catanzaro, debuttano sul mercato discografico con l’ambizioso album “Polarized”, un progetto veramente notevole che ha richiesto più di un ascolto per essere assaporato al meglio e capito in tutta la sua complessità. Andiamo a vedere cosa ha tirato fuori dal cilindro questo geniale combo Calabrese.

BIPOLION, TRA ROCK ED ELETTRONICA

Si fa presto a dare un’etichetta ad una band, spesso travolti dalla fretta di tirare fuori quattro parole e dal poco tempo a disposizione, ma ci sono lavori che pretendono il giusto tempo, soprattutto lo meritano. E’ il caso di questo debut album capitanato dal geniale Francesco Leone, ex membro e co-fondatore dei Mad Shepherd. Qui lo troviamo in veste di cantante, chitarrista e produttore, affiancato dal bassista Leandro Condello. L’album vanta la collaborazione di musicisti di prim’ordine quali il chitarrista Frank Cara (Mietta/Wormhole Experience), il cantante Silvio Giarratana (Linkin Party/Innocence Lost) e il cantautore Stefano Scuro (Scuro/Moods).

Da parte mia adoro il metal in tutte le sue sfumature e deformazioni, e la musica elettronica. Sono due generi diametralmente opposti, ma nella vita, una volta fatte cadere le barriere mentali che ci relegano ad un singolo genere, si apre un mondo. Perciò senza indugio facciamo il celeberrimo “Press Play on tape”  come mi piace dire su “The Power Hour”, e partiamo per questo viaggio.

POLARIZED E IL SUO SIGNIFICATO

bipolion

Per cominciare voglio riportare una breve citazione della band sul lavoro in questione: “Il primo LP dei Bipolion è un viaggio introspettivo a violenza controllata tra rock ed elettronica. Le liriche raccontano un mondo in cui l’esasperazione dell’individualismo porta ad una polarizzazione verso posizioni che allontanano dalla costruzione di una identità propria”.

Il lavoro si apre con un giro di tastiere con annesso tappeto in sottofondo. L’attacco di batteria arriva quella battuta in ritardo che non ti aspetti, dando al tutto un ritmo differente. Sono passati trenta secondi e questo piccolo colpo di classe ci fa capire che ci sarà da divertirsi. “Say” incalza con una voce filtrata e un basso sinistro. Ogni battuta è un passo dentro una dimensione diversa, quasi aliena. La canzone prende subito, la sua melodia una litania che ci resta attaccata addosso. Dopo due minuti la parte distorta arriva maleducata, quasi a riportarci alla realtà, ma è tutto effimero. Lo stile ci fa tuffare nel sound dei Nineties, con un orecchio ai Nine Inch Nails e l’altro, per la parte sintetica, a qualche reminiscenza degli Evenfall di “Dogma”.

ATMOSFERE, NEBBIE E LUCI

“Again” è un’allucinazione che comincia con una batteria secca in stile Kraftwerk ma con un cuore caldo composto dalla voce e dall’abbraccio delle chitarre che arrivano da lontano. Una canzone che personalmente ho adorato dal primo ascolto e che, ad ogni repeat, lascia scoprire una sfumatura in più. Il viaggio prosegue con “Fire on the Sound”, pezzo decisamente meno introspettivo che ci catapulta in una dimensione quasi Cyberpunk.  Impossibile non muovere la testa con questa canzone, davvero una bomba che ci riporta, a tratti, ai lavori di Rob Zombie di fine anni novanta. Bellissimo lo stacco dopo i due minuti con assolo di gran gusto che si contorce per riprende il main theme del pezzo.

Il viaggio prosegue con “Mindless”, canzone dominata da suoni elettronici dove vanno ad inserirsi chitarre dal sound molto sintetico. E’ un campo molto difficile dove muoversi, perché far coesistere certe sonorità non è affatto facile, e qui viene in aiuto una produzione di tutto rispetto.

BIPOLION, UN VIAGGIO OSCURO

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“World is Mine” ha un incipit oscuro, quasi un viaggio in un sogno cosparso dalla morbosità dei Type O Negative ma con un’impronta sua, ben precisa. E’ notevole sentire i richiami di maestri del genere, ma non si tratta mai di una mera copia. Tutti i pezzi sono permeati da un carattere ben preciso che identifica il songwriting della band. “Cloud” ci disarma definitivamente, ci troviamo innanzi ad una canzone di una bellezza quasi annichilente, col suo incidere lento. Vengo catapultato letteralmente in aria, quasi a toccarle quelle nuvole, con un tiepido sole di tramonto che scalda il volto.

Come in ogni viaggio onirico che si rispetti, arriva sempre quel quid che ti riporta su questo mondo, e “Stainman” è il masso che ti cade addosso, una canzone acida, dai suoni sincopati che può ricordare quel gentiluomo di Brian Hugh Warner, alias Marilyn Manson, nel periodo del poco considerato “Portrait of an American Family”. Tocca a “Through The Glass” chiudere il platter, con un groove quasi Techno, ma solo per quel che concerne il kick drum. Una canzone assolutamente intricata, che si arrampica su vocals femminili che giocano con la distorsione della chitarra per accompagnarci alla fine di questo sontuoso ed oscuro viaggio.

RIFLESSIONI DEL MIC

Non è facile, al giorno d’oggi, imbattersi in un disco come “Polarized”. Il Music Business è ormai molto livellato (verso il basso), e le band non rischiano, preferendo il compitino. Ok, lo so anche io che non si può chiedere agli Ac/Dc di fare un disco “alla Ministry”, ma avere tra le mani qualcosa di diverso è una manna.

Una band che osa, che ha idee, tantissime idee, e riesce a buttarle giù senza fare confusione. Il filo narrativo del disco è davvero un viaggio che alterna luci ed ombre, caldo e freddo. La produzione è ottima, si sente davvero ogni singolo strumento ed ogni nota è chiara, limpida. Un album non facile, ma che fa venire voglia di approfondire, ascolto dopo ascolto, quel messaggio che vogliono raccontarci questi Bipolion.

Vi lascio qui a seguito i Link per ascoltare e acquistare la copia digitale dell’album, non ve ne pentirete.

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Mic DJ vi saluta e vi da appuntamento qui in radio, tra articoli e tanta buona musica. Ora qualche consiglio per voi direttamente da Jolly Roger Radio.

Thunder Replica del 31/10/2022

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Opinione dei lettori
  1. Ganni Di Lorenzo   Di   7 Novembre 2022 alle 21:13

    Faccio i miei complimenti alla band. Ho ascoltato alcuni brani trascinato a farlo dalla recenzione di Mic al quale faccio i successivi complimenti.
    Sono felice che esistiate cara Jolly Roger Radio. Grazie.

  2. roberto Geo   Di   7 Novembre 2022 alle 11:58

    Bellissima idea di farci scoprire musica nuova e di qualità, che contraddistingue sempre questa radio in tutte le sue trasmissioni. Grande potere descrittivo Mic Dj, che sei capace di espandere le sensazioni che non tutti riescono a cogliere al primo ascolto e permetti di assaporarle come meritano. GRAZIE.

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