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Metal & Film Horror (Part 1)

Scritto da il 26 Settembre 2022

Metal e Horror sono da sempre un connubio vincente, un’accoppiata che anche nell’immaginario comune pare imprescindibile. Anche se non è sempre così, resta comunque un binomio che ben funziona. Facciamoci un giretto tra le pellicole purulente, e vediamo cosa ne esce fuori!

METAL & FILM HORROR

Da quando la musica Heavy è sbarcata in questo mondo c’è sempre stato un feeling con il mondo Horror. Negli anni precedenti, con l’Hard e simili, non ci fu questa scintilla, anche se artisti come Alice Cooper facevano della teatralità il cardine dei suoi live. Probabilmente è stata una questione meramente di tempistiche, cambiate solo nel recente grazie a Rob Zombie.

Il Metallo Pesante sfondò le barriere musicali mondiali nel 1980, esattamente quando iniziava a nascere un tipo di Horror movie diverso. I due si guardarono negli occhi e fu amore a prima vista. Le band metal nascevano come funghi, tutte con il loro look che, all’epoca, terrorizzava il mondo dei perbenisti. Il nuovo filone Horror si prefissava lo stesso intento.

UN DARE – AVERE COSTANTE

Da quel momento in poi fu, in modo diretto e indiretto, un dare – avere costante tra questi due mondi. Chissà se qualche regista si lasciò ispirare e, perché no, influenzare da questo nuovo movimento musicale. Magari andando a pescare atmosfere e emozioni da gruppi precedenti all’esplosione del fenomeno. Mi vengono subito in mente i Black Sabbath, che dal 1970 ammorbano il mondo con le loro sonorità sinistre e maligne.

Del resto la canzone omonima è incentrata su una serie di note che in medioevo era conosciuto come il “Diabolus in musica“. E, giusto per dire, il nome stesso della band fu preso dal titolo inglese di un vecchio film horror del 1963: “I tre volti della paura” di Mario Bava.

HORROR ON THE ROCKS

Grazie alla quarta stagione di “Stranger Things” e al nostro prode Eddie Munson, anche le nuove leve hanno potuto toccare con mano quanto ci stia bene un Metallaro in un contesto a tinte horror. Il nostro ribelle incarna tutti gli stereotipi sdoganati negli anni ottanta, che vedevano il rocker arrivare da una famiglia “difficile”, essere ripetente a scuola, odiare la società ed essere un assiduo giocatore di Dungeons & Dragons. Beh, in effetti pensandoci bene in decenni di partite a D&D non ho mai conosciuto dei players che non fossero metallari!

Eddie Munson, non vi suona familiare? Eddie, la mascotte dei Maiden, uno dei simboli del metal in assoluto. Munson (pronunciato nel film “Manson”), che richiama decisamente il Killer di Cielo Drive, nonché il più recente e “costruito” Marilyn. Resterà negli annali la scena in cui il Metal Kid, per distrarre i demo-pipistrelli nel sottosopra, spara una “Master of Puppets” da brividi.

INDIETRO NEL TEMPO

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Torniamo negli anni 80, precisamente nel 1985, quando un tappeto di chitarre elettriche accompagna la visione de “Il ritorno dei morti viventi”. Il genere è più che altro Psycobilly e glam rock tendende al punk ma ben si abbinava alle scorribande degli zombie. Da quel film in poi la quasi totalità di pellicole a tema, o sconfinanti nel filone “zom-com”, hanno avuto almeno un paio di pezzi metal a dettare i ritmi delle parti più cruente.

Non è tutto oro quello che luccica: è doveroso ricordare “Rock ‘n’ Roll Nightmare” del 1987. Ricordarlo affinché possa essere evitato, per ricordarci che qualcuno ha avuto il coraggio di produrre un Horror di così basso livello. La trama è allucinante: sperando di registrare della nuova musica, la band Triton si reca in una fattoria isolata in Ontario, ma essi ignorano che è abitata da demoni assassini. La band inizia a registrare nuove canzoni. Anche i demoni sono impegnati, poiché iniziano a uccidere e possedere segretamente le anime del gruppo.

La colonna sonora è firmata da quel tamarro di Jon Mikl Thor, al cui cospetto Joe Di Maio sembra un frate francescano in quando ad umiltà e basso profilo. Per farvi capire la mia affermazione, sappiate che Thor, proventiente dal Canada, ama definirsi “The Legendary Rock Warrior”.

METAL & HORROR IN ITALIA

Il panorama cinematografico Italico ha avuto, grazie al buon Dario Argento, un periodo d’oro proprio negli eighties. Da sempre appassionato di musica Rock, fino agli anni ottanta non ebbe mai a budget la cifra per poter scomodare qualche Big Band del panorama Heavy mondiale. Per fortuna egli trovò nei nostrani Goblin un validissimo accompagnamento audio alle sue pellicole.

E’ con “Phenomena”, del 1985, che la colonna sonora si fa più corposa, includendo nomi del calibro di Iron Maiden e Motorhead. Siamo in un periodo aureo per il genere a livello mondiale, e proprio in quegli anni esplodono album di Heavy Metal di rara bellezza. “Flash of the Blade” dei Maiden divenne per noi rockers un inno, e il film in questione un qualcosa al limite del sacro.

Una piccola curiosità, che conferma il legame che unisce la nostra musica al genere cinematografico in oggetto, ce la regalano i nostrani Rhapsody of Fire. In questo continuo dare – avere, la band nel 2001 compose una mastodontica suite contenuta nell’EP “Rain of a Thousand Flames”. Si tratta di “Queen of the Dark Horizons”, che come riportato nei crediti del disco, riprende a piene mani il tema principale di Phenomena composto da Simonetti (e non dai Goblin come in molti sono convinti ancora oggi).

I DEMONI DI LAMBERTO BAVA

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Sempre nel 1985 Dario Argento passa dall’altra parte della barricata, producendo il film “Demoni” di Lamberto Bava, figlio del geniale Mario. La famiglia è una garanzia, e il film Demoni diviene subito un piccolo cult movie. La trama è geniale, con gli spettatori chiusi nel cinema a subire la stessa maledizione che vedono sul grande schermo. Intrappolati e senza via di fuga, sarà una vera e propria mattanza ricca di colpi di scena.

Serbo un ricordo vivido di questo film: era l’estate del 1986 e mio padre portò me ed alcuni miei amici, tutti 13 enni, a vedere Demoni in un cinema all’aperto a Jesolo. Passammo un’ora e mezza immersi nel puro terrore e per due notti non chiusi occhio: ero convinto che dietro l’armadio della casa al mare ci fosse il tizio che nel film regala il biglietto del cinema a Cheryl. Tutta colpa del chiodo di pelle nera appeso che, nell’oscurità tagliata dalle luci esterne, stagliava la sua sinistra ombra sulla parete adiacente!

La colonna sonora del film è strepitosa, con un Simonetti ispiratissimo e una sfilza di pezzi metal da brividi. Si va dai Motley a Billy Idol, passando per Accept, Saxon e Scorpions. Questi ultimi erano una prerogativa della versione italiana del film, visto che nell’edizione americana troviamo i Pretty Maids al loro posto.

OPERA, PIU’ THRILLER CHE HORROR

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Nel 1987 Dario Argento torna dietro la cinepresa per cimentarsi nella sua prima pellicola sul mondo dell’opera. Il film ruota intorno alla presunta maledizione del “Macbeth” di Giuseppe Verdi, che colpirebbe chi lo interpreta. Il film è ricco di scene passate alla storia, come gli spilli sugli occhi della protagonista e la presenza costante dei corvi. Celeberrima la scena dei corvi che, liberati nel teatro, si accaniscono contro l’assassino cavandogli un occhio. In generale c’è meno horror puro e molta suspance, con costanti colpi di scena.

Forse non tutti sanno che durante le riprese accaddero dei fatti strani. Questo convinse Argento che il suo film fosse stato preso di mira dalla cosiddetta maledizione del Macbeth, anche se storicamente questa colpirebbe solo le interpretazioni teatrali Shakesperiane.

La colonna sonora di Opera resta di livello pur non andando a pescare nel calderone delle band famose del Metal. Ad affiancare l’immancabile genio di Simonetti, troveremo la band torinese degli Steel Grave, pseudonimo che nasconde i più famosi GOW.

RIFLESSIONI DEL MIC

Gran periodo quello dell’horror anni ottanta, legato, anzi incatenato, a grandi colonne sonore Metal. In questo periodo storico la scena italiana faceva scuola in tutto il mondo, e quei brani così duri, taglienti, regalavano una nuova raggelante luce alle cruente scene cinematografiche. Quanti di noi passarono il biennio estivo 1989/1990 incollati al TV il venerdì sera a vedere Zio Tibia? A luci spente, ansiosi di farci possedere dal demone della paura. Il buon vecchio Zio Tibia ci trasmetteva quasi esclusivamente film stranieri, ma di quelli parleremo nella Part 2!

Mic DJ vi saluta e vi da appuntamento qui in radio, tra articoli e tanta buona musica. Ora qualche consiglio per voi direttamente da Jolly Roger Radio.

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Opinione dei lettori
  1. Lucy70   Di   30 Settembre 2022 alle 18:09

    Io amo il genere horror e c’è da dire che effettivamente a volte risulta essere molto bello proprio perché nelle scene più importanti viene accompagnato dalla giusta musica che altrimenti non procurerebbe le stesse emozioni

  2. Marlene   Di   27 Settembre 2022 alle 13:24

    Questo post non solo mi ha entusiasmata, ma soprattutto mi hai fatto venire in mente che devo assolutamente rivedere questi film. Non li vedo da troppo tempo. Sono cresciuta con l’horror del venerdì sera su Italia 1 e… con il Zio Tibia Picture Show. Non vedo l’ora di leggere la parte 2.

  3. annalisa   Di   27 Settembre 2022 alle 07:45

    Amo il rock, meno il metal ma, sarà l’età, ricordo benissimo le opere di Argento, di Bava e “Il ritorno dei morti viventi” in cui il metal era parte integrante del film. Hai raccontato benissimo, molto bello l’ articolo.

  4. Daiana Bianco   Di   26 Settembre 2022 alle 23:49

    Forte! Bell’articolo!
    Grande Dario Argento e grandi Goblin e Simonetti.
    Maaa, andrai a vedere Bones and All di Guadagnino? Non c’è esattamente musica metal, ma ci sono brani dei Joy Division, New Order e Kiss!

    • Mic DJ   Di   28 Settembre 2022 alle 08:20

      Wow ma sai che non sapevo che Bones & all avesse una colonna sonora simile! Ok gli “horror sentimentali” mi spaventano sempre un pò, perchè tendo ad annoiarmi… ma se non al cinema sicuramente lo guarderò!

  5. Cristina Petrini   Di   26 Settembre 2022 alle 10:09

    Sarà strana, ma amo molto il mondo del metal, amo un po’ il rock a 360° in realtà nelle sue varie sfumature, ma non amo per nulla il genere horror… seppur coe insegni e mostri le due cose spesso si sono appoggiate e sono andate a braccetto l’un l’altra…

  6. roberto Geo   Di   26 Settembre 2022 alle 08:51

    Articolo stratosferico con una miriade di info. Da bere tutto d’un fiato.. Capace come sempre di evocare ricordi, voglia di ri-ascolti.. E stavolta.. Anche tanta PAURAAA! 😉 grazie!

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