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Vixen, il glam rock al femminile

Scritto da il 27 Giugno 2022

Per chi come me non è più un ragazzino le Vixen rappresentarono qualcosa di più di una semplice band hard rock. Erano le fidanzate che tutti noi volevamo avere, il nostro sogno proibito nelle notti da adolescenti solitari. Ringrazio REI per avermi chiesto di scrivere qualcosa su di loro, è un piacere per me! Se siete dalle parti di Ghemme andate a trovarlo nel suo bellissimo Tattoo studio, di cui vi lascio QUI alcuni dettagli.

VIXEN, LA PARTICOLARITA’

Negli anni ottanta non era facile imbattersi in qualche ragazza che faceva del rock e del metal il proprio credo, il proprio mestiere. Era un ambiente quasi esclusivamente maschile, pieno di capelloni a volte truccati più delle  donne ma pur sempre maschi. Qualche sporadica eccezione la si trovava: da metà anni 80 tre super metal girls esplosero a livello mondiale. Parliamo del trittico delle meraviglie: Doro Pesch, Lita Ford e Lee Aaron. Ma erano tre fantastiche frontgirl, Lita anche con la chitarra in mano, in mezzo a band di uomini.

Le Vixen furono la particolarità: una band tutta composta da donne, tutte dannatamente belle e fottutamente rock: i sogni non avevano mai fine!

LA NASCITA DEL MITO

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Tutto ebbe inizio in quel di St.Paul, in Minnesota, quando la mai abbastanza compianta Jan Kuehnemund decide che è ora di mettere su una band tutta al femminile. Inizialmente il progetto si chiamava Genesis, ma probabilmente con l’aumentare della popolarità tale nome divenne difficile da gestire. Fu così cambiato in Vixen, ma il cambio non portò fortuna: la band si sciolse nel 1974. Ma Jan era una tosta, ebbe la pazienza necessaria e, arrivati tempi migliori, decise di rispolverare nome e idea.

Si spostò a Los Angeles, visto che tutto stava partendo da li, e si mise in gioco, con un nome in mano e nulla di più. Era il 1981 e per un paio di anni fu un continuo cambio di line up: chi si proponeva cercava notorietà ma non era quello che Jan andava cercando. Nel 1983 ecco arrivare la tostissima Janet Gardner, inizialmente solo alla voce. In breve tempo prese anche il ruolo di chitarra ritmica e portando a quartetto la band.

Il gruppo suonava in giro ed ovviamente veniva notato per la sua particolarità. Nel 1985 iniziarono a frequentare la zona centrale della City of Angels, quella da dove stavano uscendo tonnellate di band. In quello stellare 1986 si unirono alle due girls anche Roxy Petrucci alle pelli e Share Ross al basso. I tempi erano finalmente maturi per spiccare il balzo.

VIXEN, IL PRIMO ALBUM

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A fine agosto del 1988 vede la luce il primo album della band ed è subito un successo. La copertina spezza i cliché dell’epoca: una Harley, inquadrata di tre quarti basso, fa da sfondo ad una gamba pellata, con tanto di stivaletto con tacco. I pezzi ci sono tutti, e spaccano: i singoli “Edge of a Broken Heart” e “Cryin” balzano ai primi posti di Billboard, mentre l’album viene classificato tra i “50 Greatest Hair Metal Albums of All Time”.

Le nostre fidanzate ideali sono in rampa di lancio: ogni loro data è sold out, e per questo vengono aggregate a mostri sacri del calibro di Ozzy, Bon Jovi e Scorpions.

REV IT UP

I fantastici eighties sono alla fine e le quattro rocker si chiudono in sala d’incisione per incidere il seguito di quel primo, fortunatissimo album. Si chiusero dentro gli A&M studios, sulla Sunset Boulevard, ma dovettero traslocare prima ai Rumbo Recorders ed infine ai Cherokee Studios, sempre a Los Angeles. Fu una genesi più travagliata dell’album di esordio, ma nel luglio del 1990 vede la luce “Rev it Up”.

L’album funzionò alla grande in Inghilterra, dove sfondò nelle classifiche locali. Negli states fece buoni numeri, pur non bissando il clamoroso successo del disco di esordio. Ciononostante riuscirono a fare un mega tour e ad affiancarsi a nomi del calibro di Kiss e Deep Purple.

Purtroppo, nel 1992, la band si scioglie per acclamate divergenze musicali.

LE VIXEN NEGLI ANNI SUCCESSIVI

Gli anni successivi non furono facili, la band non riuscì più a riproporre nulla come i primi due album. Reunion e scioglimenti erano frequenti: la prima, datata 1997, ci lasciò quasi sognare nel ritorno delle nostre ragazze preferite, ma l’uscita dell’album Tangerine nel 1998 fu un vero caos. L’album suonava dannatamente Grunge, ma soprattutto la tostissima Kuehnemund, non presente in questa prima reunion, fece causa alla band.

Tutto restò ingolfato fino al 2001, quando la fondatrice riesumò la band con tre quarti della formazione originale. Inutile dirlo fu un vero casino: a metà tour, a causa di dissidi interni, andarono via tutte e lasciarono Jan in asso. Questa reclutò al volo tre nuove donne per finire le date programmate. Nel 2006 esce un album, “Live and Learn”, che fu pesantemente stroncato dalla critica.

Nel 2012 le quattro ragazzacce del glam decisero di riunirsi, ma alla povera Jan Kuehnemund viene diagnosticato un cancro che di li a breve la portò via per sempre: era il 10 ottobre del 2013. Questo diede la spinta alle tre superstiti di riformare la band in onore della sfortunata Jan.

Le Vixen continuarono così a fare concerti in giro, con l’ingresso nel 2017 di Britt Lightning alla sei corde, mentre Janet Gardner lascia la band nel 2019 per dedicarsi alla famiglia e al suo progetto solista.

ROXY PETRUCCI, LA CAZZUTA

Le fidanzate del glam rock meritano un piccolo approfondimento, e volevo iniziare dalla tostissima drummer Roxy. La sua potenza era già lampante nei poco conosciuti Madam X, con i quali rilasciò un album bellissimo nel 1984, intitolato “We reserve the right”. Lei nelle Vixen è stata quasi sempre presente, la vera colonna portante del gruppo. Tecnicamente è una batterista fantastica, con uno stile pulito ed efficace e una gran “legna” come si dice in gergo. Non ha mai avuto la considerazione che avrebbe meritato: se andate sul tubo a vedervi i suoi Drum Cam, oltre ad essere un bel vedere, capirete di che pasta è fatta la nostra Roxy.

JANET GARDNER, THE VOICE

Eccola qui, la voce delle Vixen nei loro quattro album in studio. Era particolare nell’interpretare il suo ruolo, essendo originaria dell’Alaska e dal carattere piuttosto timido. Lei stessa definisce con queste parole l’esperienza del primo album: “Eravamo solo ragazze del Minnesota e del Montana che amavano suonare dal vivo, quindi è stato un un brusco risveglio”. Per chi pensa, e sono in tanti, che rocker faccia rima con cavernicolo è giusto che sappia che Janet è laureata in igiene dentale.

La sua voce non è di quelle che vanno di moda oggi, tutte un po stereotipate. La sua è una timbrica che arriva dal passato, di quelle rabbiose, graffianti, a tratti con quella punta di acido che a noi rockers d’antan piace tanto.

SHARE ROSS, CUORE E GRINTA

Share era probabilmente il viso più gentile delle Vixen, sempre sorridente, con gli occhi brillanti. Ma non era certo meno grintosa delle compagne di palco: col basso in mano era una potenza. Stile da vendere, sia col plettro che con le dita, e tecnica mista a cattiveria. Erano proverbiali, in sede live, gli assoli incrociati di basso e batteria, cose da togliere il fiato. E chi direbbe che questa bella biondona è anche una Life Coach, specializzata nel rafforzamento della fiducia.

Da sottolineare, nella sua carriera, la collaborazione coi grandissimi Contraband, supergruppo formato nel 1990 con lei al basso, Michael Schenker alla chitarra solista, Tracii Guns alla ritmica, Bobby Blotzer alla batteria e Richard Black al microfono.

RIFLESSIONI DEL MIC

Le Vixen mi riportano in mente un periodo storico dove le band nascevano dal nulla e tiravano fuori dischi fortissimi. Loro sono state ciò che veramente mancava in quel panorama musicale: un quartetto di bombe sexy che musicalmente spaccavano. Noi maschi diversamente giovani facevamo incetta di loro foto su HM e le altre riviste del periodo, perché tutti sognavamo di avere una di loro al nostro fianco.

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Un gruppo troppo presto messo nel baule dei ricordi, mai troppo considerato a discapito della loro importanza. Le Vixen sono state l’unica band hard rock tutta al femminile degli anni 80 a vendere oltre un milione di album. Se non vi bastasse, ricordatevi che  hanno piazzato sei video numero uno su MTV, ma qui aiutava l’arroganza estetica, e  quattro canzoni sulla Top 100 di Billboard.

Tutto questo in un contesto quasi totalmente maschile. Se oggi abbiamo molte band di successo composte da ragazze o front girl di spicco, dobbiamo ringraziare queste ragazze! Mic DJ vi saluta e vi da appuntamento qui in radio, tra articoli e tanta buona musica. Ora qualche consiglio per voi direttamente da Jolly Roger Radio.

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Opinione dei lettori
  1. Chiara 'oscuro_errante'   Di   27 Giugno 2022 alle 09:15

    Buongiorno! Ho letto con molto interesse questo articolo, soprattutto considerando che non conoscevo alcunché di questo gruppo musicale se non il nome! Mi ha fatto molto piacere poter approfondire su un articolo molto particolareggiato!

  2. Cristina Petrini   Di   27 Giugno 2022 alle 13:09

    Riscoprire grandi leggende del rock, ancor più per chi come me ama quello anni’80 è davvero un piacere senza pari. E poi il glam rock è stato davvero un must, ricordo ancora che per questo stesso motivo amavo Jem e le Holograms!

  3. Roberto Paolo   Di   27 Giugno 2022 alle 15:31

    Come sempre la Tua passione per la musica e grande capacità narrativa ci hanno fatto venire voglia di rispolverare questi LP per gustarne i dettagli. Grazie per questa ennesima espansione di coscienza che mi ha permesso di approfondire argomenti che credevo di conoscere e vedere cose che davo per scontate…

  4. Sara Bontempi   Di   27 Giugno 2022 alle 17:28

    Ti dico la verità, io non le conoscevo ma mio marito, di qualche anno più grande si è le adorava! Ora ho messo in playlist Spotify le loro canzoni, il genere è quello che piace a me perciò ora recupero.

  5. katrin   Di   1 Luglio 2022 alle 19:28

    La foto ha subito attirato la mia attenzione, un gruppo che ho spesso sentito nominare, ma che non mai approfondito, approfitto di questo richiamo del passato, per conoscerle meglio, da figlia degli anni ’80 e appassionata di rock ti ringrazio per questo articolo.

  6. Scagnoli Sara   Di   1 Luglio 2022 alle 20:37

    Non amo questo genere di musica, qualche settimana fa giravo su youtube per cercare delle canzoni degli anni passati e mi sono capitate anche loro mi sembra di ricordare.

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