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Carmine Appice, un batterista coi baffi

Scritto da il 20 Giugno 2022

Ciao amici di Jolly Roger Radio, oggi facciamo una bella retrospettiva sul leggendario Carmine Appice, il batterista al quale viene attribuita niente popò di meno che “la creazione della batteria heavy rock per come la conosciamo oggi”.

CARMINE APPICE E I SUOI BAFFI

Ho usato un modo di dire che quasi tutti conoscono, sdoganato da Maurizio Costanzo in una nota pubblicità retrò di camice. Grazie ad esso ho messo in piedi un doppio senso che forse non tutti possono aver capito. I baffi, Carmine Appice, li ha da sempre: i suoi mustacchi prepotenti sono diventati un suo tratto distintivo. Ma dalle mie parti “avere i baffi” vuol dire essere il migliore di tutti. Un modo di dire che ha radici popolari assai lontane: nel mondo del lavoro l’apprendista non avrebbe potuto portare i baffi. Solo con la pratica, l’età e l’esperienza si possono avere “j barbis”.

DRUMMER ON THE ROCKS

Dopo aver parlato di cantanti con Corabi e di chitarristi con Bob Kulick, non potevo non passare al lato oscuro della forza e proporre un batterista. Sempre nelle retrovie, messi dietro tutti, noi drummer (si, lo sono anche io.. rigorosamente autodidatta) fungiamo da motore della locomotiva. Il primo nome che mi è venuto in mente è stato Carmine Appice: ci sono sicuramente nomi più altisonanti ma lui è un altro mondo! Per capirci vi riporto una frase di Rick Van Horn: “Carmine Appice ha gettato le basi per la batteria pesante, prima di Bonham, prima di Ian Paice, prima di chiunque altro”.

CARMINE APPICE E I VANILLA FUDGE

Carmine Appice

Carmine Appice nasce a New York City il 15 Dicembre del 1946. I primi anni della sua formazione musicale furono incentrati sullo studio della musica classica, per poi esser folgorato da Buddy Rich e da Gene Krupa. La sua prima esperienza musicale di livello è con i Vanilla Fudge, ed è considerata assolutamente leggendaria. Per capire cosa fossero i Vanilla prendete questa affermazione e fatela vostra: la band è uno dei pochi legami tra la psichedelia e quello che diverrà l’heavy metal. Il nucleo della band era formato dal cantante e organista Mark Stein, dal bassista e cantante Tim Bogert e dal chitarrista/cantante Vince Martell. Appice venne notato nel 1966 al Headliner Club, mentre suonava in una cover band chiamata Thursday’s Children.

Non ci mise molto ad unirsi ai Pigeons, i quali ottennero immediatamente un contratto con la Atlantic. Come racconta Appice in un’intervista del 2016, dovettero cambiare subito nome alla band. “Abbiamo provato a pensare a un nuovo nome ma non siamo andati da nessuna parte. Una sera, al club di Long Island, abbiamo parlato con una ragazza di nome Dee Dee che lavorava lì. Ci ha raccontato come suo nonno la chiamasse Vanilla Fudge: ci ha guardato e ha aggiunto “Forse voi ragazzi dovreste chiamarvi così, siete come la musica soul bianca”.

Il primo album omonimo esce nell’agosto del 1967 e consta quasi interamente di cover suonate in maniera lenta e psichedelica. Una vera melma, una palude sonora che li annovera tra i fondatori, senza volerlo, dello Stoner Rock. La band è prolifica, nel 1968 esce il secondo album “The beat goes on” e il successivo “Reinessance”, primo lavoro a contenere quasi esclusivamente pezzi originali. Nel 1969 esce “Near the Beginning”, seguito a pochi mesi di distanza da “Rock & Roll”.

L’importanza della band è stratosferica: I Vanilla Fudge sono andati in tour con Jimi Hendrix, Cream e hanno avuto i Led Zeppelin come opening act. Secondo Ritchie Blackmore e Jon Lord, il suono dell’organo Hammond dei Vanilla Fudge, ebbe una grande influenza sui Deep Purple. Blackmore affermò che la sua band voleva essere un clone dei Vanilla Fudge nei suoi primi anni.

ARRIVANO I CACTUS

Nel 1970, dopo il tour di Rock & Roll, Carmine Appice, insieme al bassista Tim Bogert, lascia i Vanilla per formare il quartetto rock blues Cactus. Ad essi si uniscono il cantante Rusty Day, precedentemente negli Amboy Dukes, e il chitarrista Jim McCarty. Quest’ultimo era un nome di spicco, reduce da esperienze nei Detroit Wheels e nei Buddy Miles Express, e chiamato a causa della defezione di Jeff Beck.

La band parte con un esordio pauroso datato 1970: album di rock blues sudato, potente, ricco di canzoni seminali. Tra queste segnaliamo “Let Me Swim”,pezzo che ispirò l’assolo di chitarra di “Eruption”, composto nel 1978 da sua maestà Eddie Van Halen. Passano sei mesi e, nel 1971, esce un’altro capolavoro, quel “One Way… or Another”, prodotto da un Eddie Kramer agli esordi dietro il mixer. L’album divenne famoso per la versione incredibile di “Long Tall Sally”, suonata più lenta dell’originale.

Il terzo album della band esce nell’Ottobre del 1971 e lascia la critica musicale a bocca aperta. Il platter prende il blues-rock e lo riempie di piombo, regalandoci un sound e uno stile che farà scuola. Ben quattro furono i singoli di successo estratti da questo mastodontico lavoro.

BECK, BOGERT & APPICE

Il poliedrico batterista non riusciva a stare fermo e dei due anni seguenti, dal 1972 al 1974, fu tra i fondatori di questo folle power trio, considerato unanimemente il primo super gruppo della storia. In un’intervista con Danny Holloway del 1972, Beck dichiarò: “Non abbiamo mai suonato quello che la gente voleva sentire in America, si aspettano un rock and roll vizioso e violento. Questo nuovo gruppo suonerà musica molto più pesante”. Carmine Appice prese il ruolo di cantante, coadiuvato da Bogert e Beck, e nel 1973 vede la luce il disco omonimo, che resterà il loro unico lavoro in studio.

IL PERIODO DELLE COLLABORAZIONI

Carmine Appice era divenuto il batterista più richiesto del mercato: uno showman del rock, diventato famoso in tutto il mondo per le sue sorprendenti esibizioni dal vivo. Questo fa si che nel 1976 Rod Stewart lo arruola nella sua band di supporto, sodalizio durato fino al 1981. Appice non si limita a suonare, ma mette la sua firma in due pietre miliari come “Da Ya Think I’m Sexy?” e “Young Turks”. Nel 1978 aiuta anche Paul Stanley nel suo album solista, mentre si divide nelle sue attività a fianco di mostri sacri come Stanley Clarke Ted Nugen.

CARMINE APPICE E GLI ANNI OTTANTA

Carmine Appice

I Golden Eighthies si aprono col botto. Dopo aver collaborato in sede live con Ozzy Osbourne, Appice schiaccia il pedale sull’accelleratore dando vita ai King  Kobra, coi quali firma tre dischi dalle fortune alterne. Il primo platter “Ready to Strike”, del 1984, è una bordata Heavy Metal di stampo americano che spiazzò la critica. L’album inizialmente non fu ben accettato, per poi essere rivalutato solo parecchi anni dopo. Per questo motivo Appice scelse  di cambiare totalmente direzione col secondo album dal titolo “Thrill of a Lifetime”. Uscito nel 1986, il lavoro è dominato da sonorità pop e AoR, facendo storcere il naso a coloro che iniziavano ad apprezzare la band e non convincendo la critica.

Il successivo “King Kobra III” del 1988 sposta il tiro su un hard rock patinato tipico dell’epoca. La qualità dei pezzi è allucinante, siamo davanti ad un capolavoro del genere. Purtroppo l’aver fatto tre album così differenti nocque alla band: le vendite del terzo album non decollarono mai, decretando lo scioglimento della stessa. Nel frattempo i Pink Floyd vogliono avvalersi del suo contributo su un pezzo del loro album “A momentary lapse of reason”: Appice suona in “Dogs of War”, una tra le canzoni più belle i tutto il disco. I King si riunirono nel 2001 e fino al 2013 sfornarono altri tre ottimi album.

BLUE MURDER

Alla fine degli anni 80, Appice si unisce alla neonata band formata dal fantastico chitarrista John Sykes, licenziato fresco dai Whitesnake con cui aveva inciso il colossale 1987. Il primo album omonimo è un capolavoro di alta scuola, uno di quei dischi che ti esce una volta nella vita. Il responso delle vendite non rendeva giustizia alla bellezza di questo album, autentica gemma che, grazie anche a quel genio di Bob Rock, riesce ad unire in un unico disco hard rock, heavy metal e glam.

RIFLESSIONI DEL MIC

Appice continua a suonare per decenni e ancor oggi è sempre attivo sulla scena. Quasi la totalità dei batteristi hard rock e metal sono stati  influenzati dal suo stile unico, tanto che il suo libro per batteria “The Realistic Rock Drum Method” è tutt’ora il più venduto al mondo. Non solo un batterista unico, ma anche un uomo dal cuore vero: a partire dal 1981, il giorno 23 maggio è, per la città di Los Angeles, il “Carmine Appice Day”. Questo per rendere il giusto riconoscimento all’opera benefica ed educativa del batterista.

Carmine Appice

La sua attività a supporto dei meno abbienti continua, e dal 2005 è sostenitore ufficiale di Little Kids Rock. SI tratta di un’organizzazione senza scopo di lucro che fornisce strumenti musicali gratuiti e istruzione ai bambini più poveri degli Stati Uniti. Ha consegnato personalmente gli strumenti ai bambini del programma e si è anche esibito in concerti di beneficenza per l’organizzazione.

Non basta essere dei grandi musicisti per essere grandi uomini, ma Carmine Appice unisce questi due aspetti della sua vita come nessun’altro nel suo campo. Mic DJ vi saluta e vi da appuntamento qui in radio, tra articoli e tanta buona musica. Ora qualche consiglio per voi direttamente da Jolly Roger Radio.

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Opinione dei lettori
  1. Roberto Paolo   Di   20 Giugno 2022 alle 08:20

    Lucida e impeccabile visione globale dell ‘ecosistema di un artista immenso,raccontata con altrettanto accorato impegno. Grazie

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